Quasi tutti costruiscono i workflow attorno al modello. Io faccio il contrario: tengo separato il motore, che cambio quando ne esce uno migliore, dal corpus di giudizio che ho codificato lavorando su clienti veri. Voce, gusto, metodo, regole. Quello non lo affitti, lo scrivi.
Editoriale · 21 giugno 2026 · 8 min di lettura · di Dario Enchelli
Lavoro su due fronti che di solito stanno separati: comunicazione per brand reali e software che scrivo io. A un certo punto mi sono accorto che la parte ripetibile del mio lavoro non era il fare, era il decidere.
Come imposto un piano editoriale, quando una headline regge e quando suona finta, dove taglio un sito e dove no, che tono tiene un cliente e quale lo tradisce. Decisioni che prendo così spesso da averle quasi automatizzate in testa.
Applied Intelligence è il tentativo di tirarle fuori dalla testa e metterle in un posto che resta. Questo articolo spiega perché lo faccio in un modo preciso, e perché quel modo conta più del modello che gira sotto.
Quando colleghi un'AI al tuo lavoro stai mettendo insieme due oggetti diversi. Il primo è il motore: il modello che genera, ragiona, scrive. Cambia ogni pochi mesi, lo sostituisci quando ne esce uno migliore, costa quello che costa e domani costerà meno. È un componente in affitto, e va benissimo così.
Il secondo oggetto è il giudizio: i principi con cui valuti un output, la voce che riconosci come tua, il metodo con cui arrivi a una decisione, le regole che non scrivi mai nei brief ma applichi sempre. Quello l'hai costruito anno dopo anno, sbagliando su clienti veri.
Il punto è questo: il valore che dura non sta nel motore, sta nel giudizio. Chi confonde i due rifà tutto ogni volta che cambia modello. Chi li separa cambia il motore in un pomeriggio e tiene intatto il resto.
Tengo il giudizio in quello che chiamo domain pack: un corpus scritto, versionato, leggibile, che vive a parte dal motore agentico. Non sono prompt buttati lì, sono regole con un perché.
Dal lato comunicazione: una lista di frasi vietate perché suonano da guru e non dicono niente, accanto al modo di riscriverle in concreto. Dal lato sviluppo: come strutturo una pagina perché abbia uno scopo solo, dove ammetto un'eccezione e dove no.
Il motore legge il domain pack e produce qualcosa che assomiglia a una mia decisione, non a una decisione generica. Se domani esce un modello migliore, il domain pack non si tocca: cambio solo cosa lo legge. È la differenza tra uno strumento che lavora come te e uno che lavora come la media di internet.
Sono stanco di vedere 'AI-powered' appiccicato a tutto come se bastasse a spiegare qualcosa. Applied Intelligence non è una funzione che accendi, e non è il modello sotto.
È il fatto che dentro i miei strumenti, DenkHub Manager per i piani editoriali e le approvazioni dei clienti, Guacamedia Web per siti e lead, c'è codificato un modo di decidere che è il mio.
La parte difficile non è collegare un'API: quella la fanno tutti in un pomeriggio. La parte difficile è avere qualcosa di sensato da farle leggere. Quel qualcosa sono anni di lavoro su clienti reali messi in forma di regole.
Per questo non lo chiamo intelligenza artificiale: lo chiamo intelligenza applicata. L'aggettivo che conta è il secondo.
Non sostituisce la decisione, la accelera. Continuo a guardare ogni cosa che esce, perché il domain pack è bravo a non rifare gli errori che gli ho già insegnato e ingenuo su quelli nuovi.
Non è un prodotto che vendo a scatola chiusa: è infrastruttura mia, che si vede nei risultati e non nel claim. E non è finito, perché ogni cliente nuovo aggiunge una riga di giudizio che prima non c'era.
Lo scrivo qui perché il blog, sotto Applied Intelligence, è esattamente questo: il posto dove il pensiero diventa testo prima di diventare regola. Quando capisco una cosa nuova sul mio mestiere, la scrivo qui. Se regge alla scrittura, prima o poi finisce nel domain pack.
Dario Enchelli. Faccio comunicazione e siti per brand reali e costruisco la linea di software denk con cui li gestisco. denkhub.io è la divisione tech di darioenchelli.me.
Se vuoi vedere come lavoro nel concreto, c'è lo studio.
Profilo completo su /studio
Il blog vive sotto Applied Intelligence: è lì che trovi il resto degli articoli e che torni alla pagina manifesto.
Se ti serve comunicazione che dice qualcosa, un sito con uno scopo chiaro o un software su misura gestito con strumenti che ho scritto io, scrivimi. Si parte da una conversazione concreta, non da un preventivo a vuoto.
Scrivimi da /contatti
Usiamo cookie tecnici e statistiche anonime aggregate (sempre attivi, senza cookie ne' profilazione) e, solo col tuo consenso, il riconoscimento fra le visite e il marketing. Puoi accettarli tutti, rifiutarli o scegliere. Cookie policy